I cognomi dell’Abruzzo, popolo per popolo
Prima di Roma le valli d’Abruzzo erano dei popoli italici: Vestini, Marsi, Peligni, Marrucini, Frentani e Pretuzi. Dai Pretuzi, che vivevano intorno a Teramo, viene il nome medievale della regione, Aprutium. Nel 90 avanti Cristo si ribellarono a Roma per avere la cittadinanza e fecero di Corfinio la loro capitale con un nome nuovo: Italia. Persero la guerra ma ottennero la cittadinanza, e il latino diventò la loro lingua.
Alla fine del VI secolo arrivarono i Longobardi, poi i Franchi di Carlo Magno, e i loro nomi di guerrieri si mescolarono ai nomi latini. Berardo fu così amato in Abruzzo che da solo ha dato vita a una famiglia intera di cognomi, da Berardinelli a Di Giamberardino. Tra l’XI e il XII secolo i Normanni conquistarono la regione, che per circa sette secoli fece parte del Regno di Sicilia e poi del Regno di Napoli, fino al 1860.
Per secoli l’Abruzzo è stato la terra della transumanza: in autunno le greggi scendevano verso la Puglia lungo i tratturi, strade d’erba larghe più di cento metri, e pastori e mercanti di lana hanno lasciato il loro mestiere nei cognomi. Tra il Quattrocento e il Cinquecento, davanti all’avanzata dei Turchi, arrivarono sulla costa famiglie dalla Dalmazia e dai Balcani, gli Schiavoni, e gli Albanesi, che nel 1743 fondarono Villa Badessa, vicino a Pescara. Dalla fine dell’Ottocento agli anni Sessanta del Novecento partirono centinaia di migliaia di abruzzesi: per questo tanti cognomi del libro si trovano a Toronto, a Filadelfia o a Buenos Aires.
Il volume dedica un capitolo a ciascuno di questi otto popoli e storie. Per ognuno indica i cognomi del libro che ne portano il segno.
Come riconoscere un cognome abruzzese
In Abruzzo più che altrove il cognome nacque dal nome del padre. Per questo la regione è piena di Di, De e D’: Di Marco, Di Paolo, Di Giovanni, D’Alfonso, D’Orazio. Quasi la metà dei 200 cognomi più diffusi del libro comincia così, e vuol dire «figlio di». Poi le forme latine dei notai: De Berardinis, De Laurentiis, De Flaviis. E i suffissi affettuosi -ucci, -etti, -ini, -elli, che da un solo nome fanno nascere famiglie diverse.
Perché De Berardinis e non De Berardini? Nei registri in latino si scriveva de Berardinis, «dei Berardini», con la desinenza latina del plurale. In molte zone d’Italia la forma è stata tradotta; in Abruzzo e nelle regioni vicine è rimasta com’era sulla carta. Lo stesso nome ha dato cognomi diversi: da Domenico vengono Di Domenico e De Dominicis, da Lorenzo Di Lorenzo e De Laurentiis. Il primo è il volgare del parroco, il secondo il latino del notaio.
Provincia per provincia
In fondo al volume un indice raccoglie, provincia per provincia, i cognomi che lì pesano di più: 255 cognomi del libro, divisi fra le quattro province, Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo. Segue l’elenco dei 41 comuni abruzzesi dove un cognome del libro è il più diffuso del paese. A Chieti il numero uno è Iezzi.
Il tuo cognome è nel volume?
Scrivilo qui sotto: ti diciamo subito se c'è, e in quale volume.
- Colantonio
- D’Ettorre
- Di Giacomo
- Capuani
- Colasante
- D’Eugenio
- Di Giamberardino
- De Vincentiis
- Di Giampaolo
- Consorti
- Di Antonio
- Di Giandomenico
- Angelone
- Carulli
- Di Bartolomeo
- Di Giovannantonio
- Antenucci
- Carusi
- Di Battista
- Di Giovanni
- Crisante
- Di Berardino
- Di Giulio
- Di Biase
- Di Giuseppe
- D’Adamo
- Di Blasio
- D’Ignazio
- Assogna
- D’Addario
- Di Bonaventura
- Di Lello
- D’Alberto
- Di Camillo
- Di Leonardo
- Centofanti
- D’Alfonso
- Di Campli
- Di Loreto
- Centorame
- D’Aloisio
- Di Carlo
- Di Luca
- D’Alonzo
- Di Cesare
- Di Luzio
- Bellisario
- D’Amario
- Di Clemente
- Di Marcantonio
- Berardinelli
- D’Annunzio
- Di Cola
- Di Marco
- Berardinucci
- D’Arcangelo
- Di Crescenzo
- Di Marzio
- Bisegna
- D’Ascanio
- Di Domizio
- Di Mattia
- Bomba
- Cianci
- De Amicis
- Di Egidio
- Di Michele
- De Berardinis
- Di Fabio
- Di Muzio
- Cicchini
- De Dominicis
- Di Febo
- Di Nella
- Buccella
- Cicchitti
- De Flaviis
- Di Federico
- Di Nicola
- De Laurentiis
- Di Felice
- D’Innocenzo
- Del Borrello
- Di Florio
- Di Nunzio
- Camaioni
- Dell’Elce
- Di Fonzo
- Candelori
- Cimini
- Del Monaco
- Di Francesco
- Diodato
- Candeloro
- Cipollone
- D’Emilio
- Di Pancrazio
- Cantagallo
- Cirone
- Di Gaetano
- Di Paolo
- Clementoni
- D’Eramo
- Di Genova
- Di Pietrantonio
- Caporale
- D’Ercole
- Di Giacinto
- Di Pietro
- Di Prinzio
- Forcella
- Malandra
- Paolone
- Di Renzo
- Fracassi
- Di Rocco
- Fuschi
- Di Sabatino
- Marchesani
- Pelusi
- Spadaccini
- Di Salvatore
- Persia
- Di Sante
- Piccirilli
- Di Saverio
- Galiffa
- Marcone
- Di Silvestre
- Marinucci
- Pierfelice
- Staniscia
- Di Teodoro
- Di Tullio
- Giammarco
- Marziani
- Polidoro
- Di Vincenzo
- Giammarino
- Di Virgilio
- Giampietro
- Pomponio
- Tenaglia
- Donatelli
- Giancola
- Masciarelli
- Tiberio
- D’Orazio
- Giancristofaro
- Presutti
- Toro
- D’Ottavio
- Giansante
- Masciulli
- Primavera
- D’Ovidio
- Ranalli
- Torrieri
- D’Urbano
- Guardiani
- Rapino
- Trabucco
- Faieta
- Iachini
- Travaglini
- Falone
- Fantauzzi
- Iacobucci
- Melchiorre
- Renzetti
- Ursini
- Fasciani
- Iannetti
- Vallese
- Iezzi
- Rocci
- Ventresca
- Febo
- Rulli
- Verna
- Feliciani
- Lanci
- Montebello
- Felicioni
- Salvatore
- Fidanza
- Leonzi
- Morgante
- Salvatorelli
- Zappacosta
- Finocchio
- Leonzio
- Narcisi
- Liberatore
- Saraceni
- Zinni
- Scarpone
- Zuccarini
- Florindi
- Zulli
- Agresta
- Caprioni
- Amicone
- Amicucci
- Carafa
- Consorte
- Ammazzalorso
- Caramanico
- Cordone
- Corneli
- Aquilano
- Casalena
- Artese
- Cavuto
- Crognale
- Ascenzo
- Cellini
- Cellucci
- Barnabei
- Centi
- Basciani
- Bellano
- Bellante
- Cerasa
- Cerasoli
- Ciampini
- Ciampoli
- Ciancarella
- Bonaduce
- Cicchinelli
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- Ciccotosto
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- Cicioni
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- Di Fulvio
- De Nardis
- Capanna
- Colanero
- Silveri
- Marcanio
- Pasquarelli
- Sorgi
- Marcantonio
- Pellicciotta
- Spacca
- Fusella
- Fusilli
- Marchione
- Spezialetti
- Galeota
- Marchionne
- Spinosi
- Piccone
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- Gambacorta
- Gasbarro
- Marulli
- Pietrangelo
- Stante
- Stati
- Marzoli
- Pompa
- Stivaletta
- Masciantonio
- Porreca
- Mascioli
- Torricella
- Giardinelli
- Massimini
- Mastrocola
- Matricardi
- Raspa
- Iacoboni
- Medori
- Remigio
- Troilo
- Memmo
- Ricciuti
- Fattore
- Mirabilio
- Italiani
- Montaldi
- Sacchini
- Verrocchi
- Lemme
- Moretta
- Vitullo
- Santone
- Zavarella
- Firmani
- Paglione
- Flacco
- Libertini
- Palmitesta
- Luccitti
- Pantalone
- Sigismondi
FAQ
Il mio cognome è nel volume?
L’elenco completo dei 300 cognomi è in questa pagina. Se il tuo non c’è, scrivilo nei commenti ai video: i libretti nuovi nascono dai cognomi più richiesti.
Che differenza c’è con il volume del Sud e delle Isole?
Il volume del Sud sceglie 300 cognomi fra otto regioni. Questo è dedicato solo all’Abruzzo: otto capitoli sui popoli e le storie della regione e, quando c’è, il primato abruzzese di ogni cognome. 9 cognomi sono in tutti e due: gli altri 291 li trovi soltanto qui.
Trovo i cognomi della mia provincia?
In fondo al volume un indice raccoglie, provincia per provincia, i cognomi che lì pesano di più: 255 cognomi del libro, divisi fra Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo. C’è anche l’elenco dei 41 comuni abruzzesi dove un cognome del libro è il più diffuso.
Che differenza c’è fra il volume e il libretto di un cognome?
Nel volume ogni cognome ha una scheda di mezza pagina: origine, mappa, varianti e una curiosità. Il libretto è dedicato a un cognome solo e ne racconta in 12-19 pagine la storia, i paesi e la diffusione. Ha anche un albero e una pergamena intestati a quel cognome.
Il volume dice chi erano i miei antenati?
No. Un cognome racconta da dove viene una parola, e due famiglie con lo stesso cognome possono avere storie diversissime. In fondo al volume c’è una guida per cercare i propri antenati negli archivi, gratis e da casa. Ci sono anche i consigli per l’Abruzzo, dove lo stato civile comincia nel 1809, quando la regione faceva parte del Regno di Napoli: prima i registri li tenevano i parroci.
Nel volume c’è lo stemma del mio cognome?
No, perché lo stemma di un cognome non esiste. Uno stemma apparteneva a un ramo preciso di una famiglia, non a tutti quelli che ne portano il cognome. Quando una curiosità ne cita uno, la scheda dice di quale famiglia era.
E se gli studiosi non sono d’accordo sull’origine?
Te lo diciamo. Quando un’origine è certa è scritta come certa. Quando non lo è, la scheda porta il bollino grigio «origine discussa» e ti dà le ipotesi. Per alcuni cognomi rarissimi che nessuno ha ancora studiato, la scheda dice proprio questo.
Posso stamparlo?
Sì, per uso personale e familiare: puoi stamparlo per te e per i tuoi parenti.


