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Il Mio Cognome Archivio delle famiglie italiane
Copertina del volume I cognomi dell’Abruzzo

Volume · Abruzzo

I cognomi dell’Abruzzo

origine, significato, diffusione e curiosità

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19,90 €PDF immediato · 176 pagine

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  • In italiano e in inglese: ricevi tutte e due le versioni
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Prima di Roma l’Abruzzo era dei popoli italici. Poi vennero i Romani, i Longobardi e i Franchi, i Normanni e sette secoli di Regno di Napoli. Ogni autunno le greggi scendevano verso la Puglia lungo i tratturi, e dall’altra sponda dell’Adriatico arrivarono Schiavoni e Albanesi. Ogni storia passata di qui ha lasciato qualcosa nei cognomi: Di Marco e Di Paolo vengono dai nomi dei padri, Ammazzalorso, probabilmente, dal cacciatore di orsi, Stanisci da un nome slavo.

In questo volume trovi 200 cognomi tra i più diffusi in Abruzzo, dall’Aquila a Teramo, da Pescara a Chieti, dalla Marsica alla Valle Peligna. Accanto a loro, 100 cognomi poco conosciuti, a volte rarissimi, quasi tutti nati qui.

  • Origine e significato
  • Mappa delle regioni
  • Varianti
  • Curiosità
  • Cognomi provincia per provincia
  • Guida agli antenati

300cognomi

176pagine

8capitoli sulla storia

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Il volume in un colpo d’occhio

Cognomi
300: 200 tra i più diffusi e 100 poco conosciuti
Pagine
176, in PDF
Province
Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo
Capitoli
otto, sui popoli e le storie dei cognomi: gli Italici e i Romani, i Longobardi e i Franchi, i Normanni e il Regno, i nomi dei padri, pastori e tratturi, Aragonesi e Spagnoli, Albanesi e Schiavoni, chi è partito

Il volume

Cosa trovi dentro

  • Per ogni cognome l’origine, il significato e la lingua da cui viene, dal latino al germanico dei Longobardi e dei Franchi, dal greco dei santi allo spagnolo
  • La mappa delle regioni d’Italia dove è diffuso oggi e una stima di quante famiglie lo portano
  • Il primato abruzzese, quando c’è, cioè il posto nella classifica dell’Abruzzo o della provincia, o il paese dove è il primo
  • Le varianti e i cognomi vicini, cioè le altre forme e grafie dello stesso cognome
  • Una curiosità per cognome, da un paese a un personaggio storico
  • Otto capitoli sui popoli e le storie che hanno fatto i cognomi abruzzesi, dagli Italici a chi è partito
  • L’indice provincia per provincia, i comuni dove un cognome è il numero uno e due indici, per origine e alfabetico
  • Una guida per cominciare a cercare i tuoi antenati, un albero da compilare e una pergamena
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Una pagina del volume I cognomi dell’Abruzzo, sfocataUna pagina del volume I cognomi dell’Abruzzo, sfocataUna pagina del volume I cognomi dell’Abruzzo, sfocata

Pagine sfocate: il testo completo è nel PDF.

I cognomi dell’Abruzzo, popolo per popolo

Prima di Roma le valli d’Abruzzo erano dei popoli italici: Vestini, Marsi, Peligni, Marrucini, Frentani e Pretuzi. Dai Pretuzi, che vivevano intorno a Teramo, viene il nome medievale della regione, Aprutium. Nel 90 avanti Cristo si ribellarono a Roma per avere la cittadinanza e fecero di Corfinio la loro capitale con un nome nuovo: Italia. Persero la guerra ma ottennero la cittadinanza, e il latino diventò la loro lingua.

Alla fine del VI secolo arrivarono i Longobardi, poi i Franchi di Carlo Magno, e i loro nomi di guerrieri si mescolarono ai nomi latini. Berardo fu così amato in Abruzzo che da solo ha dato vita a una famiglia intera di cognomi, da Berardinelli a Di Giamberardino. Tra l’XI e il XII secolo i Normanni conquistarono la regione, che per circa sette secoli fece parte del Regno di Sicilia e poi del Regno di Napoli, fino al 1860.

Per secoli l’Abruzzo è stato la terra della transumanza: in autunno le greggi scendevano verso la Puglia lungo i tratturi, strade d’erba larghe più di cento metri, e pastori e mercanti di lana hanno lasciato il loro mestiere nei cognomi. Tra il Quattrocento e il Cinquecento, davanti all’avanzata dei Turchi, arrivarono sulla costa famiglie dalla Dalmazia e dai Balcani, gli Schiavoni, e gli Albanesi, che nel 1743 fondarono Villa Badessa, vicino a Pescara. Dalla fine dell’Ottocento agli anni Sessanta del Novecento partirono centinaia di migliaia di abruzzesi: per questo tanti cognomi del libro si trovano a Toronto, a Filadelfia o a Buenos Aires.

Il volume dedica un capitolo a ciascuno di questi otto popoli e storie. Per ognuno indica i cognomi del libro che ne portano il segno.

Come riconoscere un cognome abruzzese

In Abruzzo più che altrove il cognome nacque dal nome del padre. Per questo la regione è piena di Di, De e D’: Di Marco, Di Paolo, Di Giovanni, D’Alfonso, D’Orazio. Quasi la metà dei 200 cognomi più diffusi del libro comincia così, e vuol dire «figlio di». Poi le forme latine dei notai: De Berardinis, De Laurentiis, De Flaviis. E i suffissi affettuosi -ucci, -etti, -ini, -elli, che da un solo nome fanno nascere famiglie diverse.

Perché De Berardinis e non De Berardini? Nei registri in latino si scriveva de Berardinis, «dei Berardini», con la desinenza latina del plurale. In molte zone d’Italia la forma è stata tradotta; in Abruzzo e nelle regioni vicine è rimasta com’era sulla carta. Lo stesso nome ha dato cognomi diversi: da Domenico vengono Di Domenico e De Dominicis, da Lorenzo Di Lorenzo e De Laurentiis. Il primo è il volgare del parroco, il secondo il latino del notaio.

Provincia per provincia

In fondo al volume un indice raccoglie, provincia per provincia, i cognomi che lì pesano di più: 255 cognomi del libro, divisi fra le quattro province, Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo. Segue l’elenco dei 41 comuni abruzzesi dove un cognome del libro è il più diffuso del paese. A Chieti il numero uno è Iezzi.

Il tuo cognome è nel volume?

Scrivilo qui sotto: ti diciamo subito se c'è, e in quale volume.

FAQ

Il mio cognome è nel volume?

L’elenco completo dei 300 cognomi è in questa pagina. Se il tuo non c’è, scrivilo nei commenti ai video: i libretti nuovi nascono dai cognomi più richiesti.

Che differenza c’è con il volume del Sud e delle Isole?

Il volume del Sud sceglie 300 cognomi fra otto regioni. Questo è dedicato solo all’Abruzzo: otto capitoli sui popoli e le storie della regione e, quando c’è, il primato abruzzese di ogni cognome. 9 cognomi sono in tutti e due: gli altri 291 li trovi soltanto qui.

Trovo i cognomi della mia provincia?

In fondo al volume un indice raccoglie, provincia per provincia, i cognomi che lì pesano di più: 255 cognomi del libro, divisi fra Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo. C’è anche l’elenco dei 41 comuni abruzzesi dove un cognome del libro è il più diffuso.

Che differenza c’è fra il volume e il libretto di un cognome?

Nel volume ogni cognome ha una scheda di mezza pagina: origine, mappa, varianti e una curiosità. Il libretto è dedicato a un cognome solo e ne racconta in 12-19 pagine la storia, i paesi e la diffusione. Ha anche un albero e una pergamena intestati a quel cognome.

Il volume dice chi erano i miei antenati?

No. Un cognome racconta da dove viene una parola, e due famiglie con lo stesso cognome possono avere storie diversissime. In fondo al volume c’è una guida per cercare i propri antenati negli archivi, gratis e da casa. Ci sono anche i consigli per l’Abruzzo, dove lo stato civile comincia nel 1809, quando la regione faceva parte del Regno di Napoli: prima i registri li tenevano i parroci.

Nel volume c’è lo stemma del mio cognome?

No, perché lo stemma di un cognome non esiste. Uno stemma apparteneva a un ramo preciso di una famiglia, non a tutti quelli che ne portano il cognome. Quando una curiosità ne cita uno, la scheda dice di quale famiglia era.

E se gli studiosi non sono d’accordo sull’origine?

Te lo diciamo. Quando un’origine è certa è scritta come certa. Quando non lo è, la scheda porta il bollino grigio «origine discussa» e ti dà le ipotesi. Per alcuni cognomi rarissimi che nessuno ha ancora studiato, la scheda dice proprio questo.

Posso stamparlo?

Sì, per uso personale e familiare: puoi stamparlo per te e per i tuoi parenti.

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