1 ottobre 2026 · 5 min di lettura
Come scoprire l’origine del tuo cognome
Ogni cognome italiano è nato per distinguere una persona. Nel Medioevo in un paese c’erano tre Giovanni, e bisognava capire di quale si parlava. Si diceva allora «Giovanni di Martino», «Giovanni il Lungo», «Giovanni di Butera». Col tempo quel secondo nome passò ai figli, e diventò il nome della famiglia.
Scoprire l’origine del tuo cognome vuol dire risalire a quel primo soprannome. Ecco come si fa, in cinque passi.
1. Capisci da quale famiglia di cognomi viene
Quasi tutti i cognomi italiani nascono da cinque fonti. Riconoscere la tua è il primo passo.
Il nome del padre
È la fonte più comune. Di Martino vuol dire «figlio di Martino». Basile viene dal nome greco Basilio, «regale». Leone e Leo erano nomi di persona, dati come augurio di forza e di coraggio.
Un luogo
Chi si trasferiva diventava, per i nuovi vicini, «quello di Catania» o «quello di Licata». Per questo un cognome di luogo nasce di solito fuori da quel luogo: in città erano tutti di Catania. Lo stesso vale per Butera, Randazzo e Romano. Romano poteva indicare chi veniva da Roma, ma anche da paesi come Romano Canavese o Romano d’Ezzelino.
Un mestiere
Scuderi viene dallo scudiero, l’aiutante che portava lo scudo del cavaliere. Il nome restava alla famiglia anche quando il mestiere era finito da secoli.
Un soprannome
Bruno era chi aveva i capelli scuri. Longo era il più alto del paese. Grasso, quando la fame era di casa, era quasi un complimento: voleva dire robusto e in salute.
Un augurio
Nel Medioevo molti nomi erano auguri per il neonato. Bonanno significa «buon anno». Giunta viene da Bonagiunta, la «buona aggiunta» alla famiglia.
2. Diffida della spiegazione più ovvia
Il significato che sembra evidente spesso è sbagliato. Pagano fa pensare alla religione, ma viene dal latino paganus, l’uomo del villaggio, e nel Medioevo era un normale nome di persona. Aiello sembra un cognome come tanti e viene da agellum, il «piccolo campo».
A volte le strade possibili sono due, e nessun documento dice quale sia quella giusta. Rapisarda potrebbe venire da «apri sarde», il nome di chi puliva e vendeva il pesce. Oppure da rapa, «arraffare». Un’etimologia seria lo dice, invece di sceglierne una a caso.
3. Guarda dove si concentra oggi
Dove vive oggi un cognome dice molto su dove è nato. Per secoli le famiglie sono rimaste nello stesso paese, generazione dopo generazione. Rapisarda è nato nel Catanese e lì si concentra ancora. Giunta oggi ha il suo cuore in Sicilia, ma ha ceppi antichi anche nel Pesarese, nel Lucchese, nel Milanese e nel Torinese.
A volte la mappa sorprende. Leone ha il cuore in Puglia e in Sicilia, ma il paese dove è il primo cognome è Rivarolo Canavese, vicino a Torino. Lì l’hanno portato, con ogni probabilità, i treni del Novecento. Per questo le presenze al Nord raccontano spesso un’emigrazione recente.
La mappa serve anche a un’altra cosa. Un cognome diffuso in tutta Italia è nato più volte, in posti diversi. Un cognome raro, concentrato in pochi comuni, ha più probabilità di avere un’origine sola.
4. Segui le varianti
Lo stesso cognome si scrive spesso in modi diversi. Aiello e Ajello sono la stessa parola. Fino all’Ottocento il cognome lo scriveva chi teneva il registro, e la j era la grafia antica della i. Scuderi è la forma siciliana, Scudieri quella campana. Anche le preposizioni contano: Di Martino e De Martino per secoli sono stati intercambiabili, e nel Ragusano il cognome si è attaccato in Dimartino.
A volte cambia solo la vocale finale. Bonanni è la forma al plurale di Bonanno, nata soprattutto nell’Italia centrale. Le varianti raccontano da dove è passato un cognome e come lo pronunciavano nei paesi.
5. Distingui il cognome dalla tua famiglia
Qui sta l’errore più comune. L’origine del cognome racconta da dove viene il nome, mentre la storia della tua famiglia è un’altra ricerca.
Un cognome nato più volte ha tanti capostipiti diversi. Due Bonanno di paesi lontani, con ogni probabilità, non sono parenti. Per sapere da quale ceppo discendi servono i documenti: gli atti dell’anagrafe, quelli dello stato civile sul Portale Antenati, i registri delle parrocchie. Dal Concilio di Trento, chiuso nel 1563, le parrocchie dovevano registrare battesimi e matrimoni.
Le due ricerche vanno insieme. L’origine del cognome ti dice cosa cercare, i documenti ti dicono se riguarda proprio te.
Da dove partire
Se il tuo cognome è fra quelli che abbiamo raccontato, il libretto ti dà tutto il percorso. Trovi significato e origine, la mappa in Italia e nel mondo, le varianti quando ci sono e i personaggi che lo hanno portato. In fondo c’è una guida ai primi passi per cercare i tuoi antenati, gratis e da casa, con un albero genealogico da compilare.
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