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Il Mio Cognome Archivio delle famiglie italiane
Copertina del volume I cognomi della Toscana

Volume · Toscana

I cognomi della Toscana

origine, significato, diffusione e curiosità

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19,90 €PDF immediato · 177 pagine

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  • In italiano e in inglese: ricevi tutte e due le versioni
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Prima di Roma la Toscana era la terra degli Etruschi, e anche il suo nome viene da loro: i Romani li chiamavano Tusci. Poi vennero i Romani, i Longobardi di Lucca, la Pisa delle navi e la Firenze delle Arti, e ogni storia passata di qui ha lasciato qualcosa nei cognomi. Cecchi, Vanni e Gori vengono dai nomi accorciati dei padri toscani, Innocenti dai bambini lasciati alla ruota di Firenze.

In questo volume trovi 200 cognomi tra i più diffusi in Toscana, dalla Lunigiana alla Maremma, dal Chianti all’isola d’Elba. Accanto a loro, 100 cognomi poco conosciuti, a volte rarissimi, quasi tutti nati qui.

  • Origine e significato
  • Mappa delle regioni
  • Varianti
  • Curiosità
  • Cognomi provincia per provincia
  • Guida agli antenati

300cognomi

177pagine

9capitoli sulla storia

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Il volume in un colpo d’occhio

Cognomi
300: 200 tra i più diffusi e 100 poco conosciuti
Pagine
177, in PDF
Province
Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena
Capitoli
nove, sui popoli e le storie dei cognomi: gli Etruschi, i Romani, i Longobardi a Lucca, Pisa e il mare, le Arti di Firenze, Cecco, Puccio e Vanni, gli Innocenti, Livorno porto di tutte le nazioni, la montagna e chi è partito

Il volume

Cosa trovi dentro

  • Per ogni cognome l’origine, il significato e la lingua da cui viene, dal latino al germanico dei Longobardi
  • La mappa delle regioni d’Italia dove è diffuso oggi e una stima di quante famiglie lo portano
  • Il primato toscano, quando c’è, cioè il posto nella classifica della Toscana o della provincia, o il paese dove è il primo
  • Le varianti e i cognomi vicini, cioè le altre forme e grafie dello stesso cognome
  • Una curiosità per cognome, da un paese a un personaggio storico
  • Nove capitoli sui popoli e le storie che hanno fatto i cognomi toscani, dagli Etruschi alla montagna di chi è partito
  • L’indice provincia per provincia, i comuni dove un cognome è il numero uno e due indici, per origine e alfabetico
  • Una guida per cominciare a cercare i tuoi antenati, un albero da compilare e una pergamena
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Una pagina del volume I cognomi della Toscana, sfocataUna pagina del volume I cognomi della Toscana, sfocataUna pagina del volume I cognomi della Toscana, sfocata

Pagine sfocate: il testo completo è nel PDF.

I cognomi della Toscana, popolo per popolo

Prima dei Romani la Toscana era la terra degli Etruschi, e anche il suo nome viene da loro: i Romani li chiamavano Tusci e la loro terra Tuscia. La loro lingua è sparita quasi duemila anni fa, ma è rimasta nei nomi dei luoghi, e dai luoghi a volte sono nati i cognomi: Volterrani viene da Volterra, una delle grandi città etrusche. Poi i Romani fondarono Lucca, Pisa e Firenze, e il loro latino è diventato il toscano, la base dell’italiano.

Nel 568 arrivarono i Longobardi, e in Toscana il loro centro fu Lucca. Nelle carte lucchesi compaiono già nomi diventati cognomi: in un atto del 720 c’è un chierico Geminiano, in uno del 760 un prete Frosino. Nel Medioevo le navi di Pisa arrivavano fino a Costantinopoli, e chi veniva da lontano riceveva spesso un soprannome che diceva da dove veniva. A Firenze tutto girava intorno alle Arti, le corporazioni dei mestieri, e il mestiere diventava un cognome: Mugnai è il mugnaio, Ciabatti il ciabattino.

Nel 1445 a Firenze aprì lo Spedale degli Innocenti, dove si lasciavano i bambini che le famiglie non potevano crescere: da lì vengono Innocenti, Degl’Innocenti e Nocentini. Alla fine del Cinquecento i Medici aprirono Livorno ai mercanti di ogni nazione e di ogni fede. E dalla montagna, dalla Garfagnana all’Amiata, tra Ottocento e Novecento partirono in tanti, verso le Americhe, la Francia e la Scozia.

Il volume dedica un capitolo a ciascuno di questi nove popoli e storie. Per quasi tutti indica i cognomi del libro che ne portano il segno.

Come riconoscere un cognome toscano

Alcuni segni si vedono subito. Nelle botteghe e nelle strade nessuno si chiamava con il nome intero: Francesco era Cecco, Giovanni era Vanni, Bartolomeo era Meo, Gregorio era Goro. Da lì vengono Cecchi, Vanni, Meoni e Gori, e più della metà dei cognomi di questo libro viene da un nome di persona. Poi i suffissi affettuosi, uno sopra l’altro: -ini, -ucci, -etti, -ozzi. Così da un solo Iacopo nascono Puccini, Puccioni e Puccinelli.

La -i finale indica la famiglia: i Puccini sono «quelli di Puccino», i suoi figli e nipoti. Nei registri latini dei notai si scriveva filius Puccini, «figlio di Puccino», e quella forma è rimasta. La Toscana è stata tra le prime terre d’Italia a usare i cognomi: nei documenti di Firenze, Pisa, Siena e Lucca del Duecento e del Trecento tanti nomi di famiglia sono già quelli di oggi.

Provincia per provincia

In fondo al volume un indice raccoglie i cognomi che pesano di più in ogni provincia. Sono 280 cognomi del libro, divisi fra le dieci province da Arezzo a Siena. Segue l’elenco dei 59 comuni toscani dove un cognome del libro è il più diffuso del paese. A Firenze il numero uno è Innocenti, il cognome dei trovatelli.

Il tuo cognome è nel volume?

Scrivilo qui sotto: ti diciamo subito se c'è, e in quale volume.

I cognomi in rosso hanno anche un libretto dedicato.

FAQ

Il mio cognome è nel volume?

L’elenco completo dei 300 cognomi è in questa pagina. Se il tuo non c’è, scrivilo nei commenti ai video: i libretti nuovi nascono dai cognomi più richiesti.

Che differenza c’è con il volume del Centro Italia?

Il volume del Centro sceglie 300 cognomi fra quattro regioni. Questo è dedicato solo alla Toscana: nove capitoli sui popoli e le storie della regione e, quando c’è, il primato toscano di ogni cognome. 121 cognomi sono in tutti e due: gli altri 179 li trovi soltanto qui.

Trovo i cognomi della mia provincia?

In fondo al volume un indice raccoglie i cognomi che pesano di più in ogni provincia. Sono 280 cognomi del libro, divisi fra le dieci province, non solo Firenze. C’è anche l’elenco dei 59 comuni toscani dove un cognome del libro è il più diffuso.

Che differenza c’è fra il volume e il libretto di un cognome?

Nel volume ogni cognome ha una scheda di mezza pagina: origine, mappa, varianti e una curiosità. Il libretto è dedicato a un cognome solo e ne racconta in 12-19 pagine la storia, i paesi e la diffusione. Ha anche un albero e una pergamena intestati a quel cognome.

Il volume dice chi erano i miei antenati?

No. Un cognome racconta da dove viene una parola, e due famiglie con lo stesso cognome possono avere storie diversissime. In fondo al volume c’è una guida per cercare i propri antenati negli archivi, gratis e da casa. Ci sono anche i consigli per la Toscana, dove lo stato civile c’è già da prima dell’Unità: arrivò con Napoleone nel 1808 e continuò con i registri del Granducato fino al 1865.

Nel volume c’è lo stemma del mio cognome?

No, perché lo stemma di un cognome non esiste. Uno stemma apparteneva a un ramo preciso di una famiglia, non a tutti quelli che ne portano il cognome. Quando una curiosità ne cita uno, la scheda dice di quale famiglia era.

E se gli studiosi non sono d’accordo sull’origine?

Te lo diciamo. Quando un’origine è certa è scritta come certa. Quando non lo è, la scheda porta il bollino grigio «origine discussa» e ti dà le ipotesi.

Posso stamparlo?

Sì, per uso personale e familiare: puoi stamparlo per te e per i tuoi parenti.

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Approfondimenti

Cognomi di questo volume con un libretto dedicato