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Il Mio Cognome Archivio delle famiglie italiane
Copertina del volume I cognomi della Basilicata

Volume · Basilicata

I cognomi della Basilicata

origine, significato, diffusione e curiosità

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19,90 €PDF immediato · 178 pagine

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  • In italiano e in inglese: ricevi tutte e due le versioni
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Prima di Roma questa terra era dei Lucani, e sulla costa dello Ionio c’erano già le città dei Greci. Poi vennero i monaci bizantini, i Longobardi, i Normanni e Federico II, i coloni del Nord che qui chiamarono Lombardi e gli Albanesi arbëreshë, e ogni storia ha lasciato qualcosa nei cognomi. Colangelo e Iacovino vengono dai nomi dei padri, Brienza e Stigliano dai paesi, Laguardia e Labanca da soprannomi con l’articolo rimasto attaccato.

In questo volume trovi 200 cognomi tra i più diffusi in Basilicata, da Potenza a Matera, dai paesi in cima alle montagne alla costa dello Ionio. Accanto a loro, 100 cognomi poco conosciuti, a volte rarissimi, quasi tutti nati qui.

  • Origine e significato
  • Mappa delle regioni
  • Varianti
  • Curiosità
  • Cognomi provincia per provincia
  • Guida agli antenati

300cognomi

178pagine

10capitoli sulla storia

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Il volume in un colpo d’occhio

Cognomi
300: 200 tra i più diffusi e 100 poco conosciuti
Pagine
178, in PDF
Province
Matera, Potenza
Capitoli
dieci, sui popoli e le storie dei cognomi: Lucani, Greci e Romani, Bizantini e monaci greci, i Longobardi, Normanni e Svevi, i Lombardi di Basilicata, gli Albanesi, i nomi dei padri, un paese su ogni rupe, pastori, mestieri e soprannomi, le valigie di cartone

Il volume

Cosa trovi dentro

  • Per ogni cognome l’origine, il significato e la lingua da cui viene, dal latino e dal greco al germanico dei Longobardi, dal francese dei Normanni all’albanese
  • La mappa delle regioni d’Italia dove è diffuso oggi e una stima di quante famiglie lo portano
  • Il primato lucano, quando c’è, cioè il posto nella classifica della Basilicata o della provincia, o il paese dove è il primo
  • Le varianti e i cognomi vicini, cioè le altre forme e grafie dello stesso cognome
  • Una curiosità per cognome, da un paese a un personaggio storico
  • Dieci capitoli sui popoli e le storie che hanno fatto i cognomi lucani, dai Lucani alle valigie di cartone
  • L’indice provincia per provincia, i comuni dove un cognome è il numero uno e due indici, per origine e alfabetico
  • Una guida per cominciare a cercare i tuoi antenati, un albero da compilare e una pergamena
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Una pagina del volume I cognomi della Basilicata, sfocataUna pagina del volume I cognomi della Basilicata, sfocataUna pagina del volume I cognomi della Basilicata, sfocata

Pagine sfocate: il testo completo è nel PDF.

I cognomi della Basilicata, popolo per popolo

Prima di Roma questa terra era dei Lucani, un popolo di lingua osca sceso dai monti verso il V secolo avanti Cristo. Sulla costa dello Ionio c’erano già le città dei Greci: Metaponto, Siris, Eraclea. Nel 291 avanti Cristo Roma fondò la colonia di Venosa, dove nacque il poeta Orazio.

Nel VI secolo vennero i Longobardi: gran parte della regione entrò nel ducato di Benevento e poi nel principato di Salerno. Nel IX e X secolo i Bizantini ripresero gran parte della regione e con loro arrivarono i monaci italo-greci, che a Matera e nelle gravine scavarono nel tufo decine di chiese rupestri. Nell’XI secolo arrivarono i Normanni, con Melfi come prima capitale nel Sud, e poi Federico II di Svevia, che nel 1231 fece pubblicare nel castello di Melfi le sue leggi. Nel Medioevo scesero anche coloni dell’Italia del Nord, qui chiamati Lombardi: a Tito, Picerno e Trecchina si parlano ancora dialetti gallo-italici.

Tra Quattrocento e Cinquecento migliaia di Albanesi attraversarono l’Adriatico e fondarono o ripopolarono paesi come Barile, Maschito e San Paolo Albanese. Tra Ottocento e Novecento la regione perse intere generazioni, partite per gli Stati Uniti, l’Argentina e il Brasile e poi per la Svizzera, la Germania, Torino, Milano e Roma: per questo tanti cognomi del libro vivono oggi più in Piemonte e in Lombardia che in Basilicata.

Il volume dedica un capitolo a ciascuno di questi dieci popoli e storie. Per quasi tutti indica i cognomi del libro che ne portano il segno.

Come riconoscere un cognome lucano

Alcuni segni si vedono subito. In Basilicata molti cognomi sono rimasti al singolare, come nel resto del Sud: Romaniello, non Romanielli. Ma non mancano quelli in -i, come Carlucci o Gesualdi. I suffissi affettuosi sono -iello, -illo e -icchio: Bochicchio, Muscillo, Romaniello, Russillo.

Poi c’è l’articolo rimasto attaccato al soprannome: Labanca, Lagrutta, Laguardia, Lapadula, Larocca. Il soprannome si diceva con l’articolo, «la guardia», «la rocca», e quando il parroco o l’impiegato del comune lo scrisse nei registri, spesso lo scrisse tutto attaccato. E quasi ogni paese lucano è diventato anche un cognome, in una regione di paesi lontani l’uno dall’altro.

Provincia per provincia

In fondo al volume un indice raccoglie, provincia per provincia, i cognomi che lì pesano di più: 224 cognomi del libro, divisi fra le due province, Matera e Potenza. Segue l’elenco dei 42 comuni lucani dove un cognome del libro è il più diffuso del paese. A Matera, per esempio, il numero uno è il nome di un altro paese lucano, Montemurro.

Il tuo cognome è nel volume?

Scrivilo qui sotto: ti diciamo subito se c'è, e in quale volume.

FAQ

Il mio cognome è nel volume?

L’elenco completo dei 300 cognomi è in questa pagina. Se il tuo non c’è, scrivilo nei commenti ai video: i libretti nuovi nascono dai cognomi più richiesti.

Che differenza c’è con il volume del Sud e delle Isole?

Il volume del Sud sceglie 300 cognomi fra otto regioni. Questo è dedicato solo alla Basilicata: dieci capitoli sui popoli e le storie della regione e, quando c’è, il primato lucano di ogni cognome. 4 cognomi sono in tutti e due: gli altri 296 li trovi soltanto qui.

Trovo i cognomi della mia provincia?

In fondo al volume un indice raccoglie, provincia per provincia, i cognomi che lì pesano di più: 224 cognomi del libro, divisi fra Matera e Potenza. C’è anche l’elenco dei 42 comuni lucani dove un cognome del libro è il più diffuso.

Che differenza c’è fra il volume e il libretto di un cognome?

Nel volume ogni cognome ha una scheda di mezza pagina: origine, mappa, varianti e una curiosità. Il libretto è dedicato a un cognome solo e ne racconta in 12-19 pagine la storia, i paesi e la diffusione. Ha anche un albero e una pergamena intestati a quel cognome.

Il volume dice chi erano i miei antenati?

No. Un cognome racconta da dove viene una parola, e due famiglie con lo stesso cognome possono avere storie diversissime. In fondo al volume c’è una guida per cercare i propri antenati negli archivi, gratis e da casa. Ci sono anche i consigli per la Basilicata, dove lo stato civile c’è dal 1809, quando la regione faceva parte del Regno di Napoli.

Nel volume c’è lo stemma del mio cognome?

No, perché lo stemma di un cognome non esiste. Uno stemma apparteneva a un ramo preciso di una famiglia, non a tutti quelli che ne portano il cognome. Quando una curiosità ne cita uno, la scheda dice di quale famiglia era.

E se gli studiosi non sono d’accordo sull’origine?

Te lo diciamo. Quando un’origine è certa è scritta come certa. Quando non lo è, la scheda porta il bollino grigio «origine discussa» e ti dà le ipotesi.

Posso stamparlo?

Sì, per uso personale e familiare: puoi stamparlo per te e per i tuoi parenti.

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