I cognomi del Veneto, popolo per popolo
Molto prima dei Romani la pianura tra l’Adige e il Piave era la terra dei Veneti, un popolo con una lingua e una scrittura tutte sue, famoso per i suoi cavalli: la regione porta ancora il loro nome. Con i Romani crebbero Verona, Padova, Vicenza, Treviso e Oderzo, e dal latino vengono tanti cognomi di mestiere: Sartor è il sarto, Callegaro il calzolaio, Carrer il carraio, Muraro il muratore.
Poi arrivarono gli altri. Nel 568 i Longobardi di Alboino entrarono in Italia proprio dal Nord-Est, e la loro braida, il campo erboso vicino al villaggio, è diventata Breda. Per più di mille anni Venezia fu una repubblica, e nei registri dei suoi notai la G diventava Z: Giorgio era Zorzi, Gilio era Zilio. A Chioggia pochi cognomi, come Boscolo, Tiozzo, Penzo e Bullo, sono portati da migliaia di famiglie, e per distinguerle si usa ancora il «detto». Sull’Altopiano di Asiago si stabilirono coloni di lingua tedesca, i Cimbri, e Frigo è il primo cognome di Roana; tra le Dolomiti, nei paesi piccoli e isolati, tanti cognomi sono legati a una sola valle. E poi i trovatelli della Pietà, le botteghe dell’Arsenale, dove lavoravano i marangoni, e i veneti partiti a fine Ottocento per la «Mèrica», soprattutto per il Brasile.
Il volume dedica un capitolo a ciascuno di questi dieci popoli e storie, e per quasi tutti indica i cognomi del libro che ne portano il segno.
Come riconoscere un cognome veneto
Alcuni segni si vedono subito. La vocale finale che cade: Sartor, Carrer, Milan. La G che diventa Z: Zordan da Giordano, Zorzetto da Giorgio. Il diminutivo in -in, come in Bertin, Tonin, Bianchin, e l’accrescitivo in -on, come in Rigon, Lorenzon, Berton. E soprattutto la desinenza -ato, che vuol dire «quelli di»: Bortolato sono i figli di Bortolo, Simionato quelli di Simeone, Ceccato quelli di Cecco.
Provincia per provincia
In fondo al volume un indice raccoglie, provincia per provincia, i cognomi che lì pesano di più: 282 cognomi del libro, divisi fra le sette province da Belluno a Vicenza. Segue l’elenco dei 106 comuni veneti dove un cognome del libro è il più diffuso del paese: a Venezia, per esempio, il numero uno è Vianello, a Padova Schiavon, a Chioggia Boscolo.
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- Zenari
FAQ
Il mio cognome è nel volume?
L’elenco completo dei 300 cognomi è in questa pagina. Se il tuo non c’è, scrivilo nei commenti ai video: i libretti nuovi nascono dai cognomi più richiesti.
Che differenza c’è con il volume del Nord Italia?
Il volume del Nord sceglie 300 cognomi fra otto regioni. Questo è dedicato solo al Veneto: dieci capitoli sui popoli e le storie della regione e, quando c’è, il primato veneto di ogni cognome. 63 cognomi sono in tutti e due: gli altri 237 li trovi soltanto qui.
Trovo i cognomi della mia provincia?
In fondo al volume un indice raccoglie, provincia per provincia, i cognomi che lì pesano di più: 282 cognomi del libro, divisi fra le sette province da Belluno a Vicenza. C’è anche l’elenco dei 106 comuni veneti dove un cognome del libro è il più diffuso.
Che differenza c’è fra il volume e il libretto di un cognome?
Nel volume ogni cognome ha una scheda di mezza pagina: origine, mappa, varianti e una curiosità. Il libretto è dedicato a un cognome solo e ne racconta in 13-19 pagine la storia, i paesi e i personaggi, con un albero e una pergamena intestati a quel cognome.
Il volume dice chi erano i miei antenati?
No. Un cognome racconta da dove viene una parola, e due famiglie con lo stesso cognome possono avere storie diversissime. In fondo al volume c’è una guida per cominciare a cercare i propri antenati negli archivi, gratis e da casa, con i consigli che valgono per il Veneto, dove lo stato civile arrivò con Napoleone e diventò stabile dal 1871.
Nel volume c’è lo stemma del mio cognome?
No, perché lo stemma di un cognome non esiste: uno stemma apparteneva a un ramo preciso di una famiglia, non a tutti quelli che ne portano il cognome. Quando una curiosità ne cita uno, la scheda dice di quale famiglia era.
E se gli studiosi non sono d’accordo sull’origine?
Te lo diciamo. Quando un’origine è certa è scritta come certa; quando non lo è, la scheda porta il bollino grigio «origine discussa» e ti dà le ipotesi.
Posso stamparlo?
Sì, per uso personale e familiare: puoi stamparlo per te e per i tuoi parenti.


