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Il Mio Cognome Archivio delle famiglie italiane
Copertina del volume I cognomi della Valle d’Aosta

Volume · Valle d’Aosta

I cognomi della Valle d’Aosta

origine, significato, diffusione e curiosità

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19,90 €PDF immediato · 175 pagine

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  • In italiano e in inglese: ricevi tutte e due le versioni
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In Valle d’Aosta i cognomi sembrano francesi e hanno cugini oltre le Alpi: Favre è il fabbro, Blanc il bianco, Brunod viene da Bruno, Bionaz da un paese della Valpelline. Per secoli in Valle si è parlato il francoprovenzale, il patois, la stessa famiglia di lingue della Savoia e della Svizzera romanda, e tanti cognomi finiscono in -az e in -oz, con una z che non si legge.

In questo volume trovi 200 cognomi tra i più diffusi in Valle d’Aosta, dal Monte Bianco al Monte Rosa, dalla Valpelline alla valle del Lys, da Aosta a Courmayeur, da Cogne a Pont-Saint-Martin. Accanto a loro, 100 cognomi poco conosciuti, a volte rarissimi, quasi tutti nati qui.

  • Origine e significato
  • Mappa delle regioni
  • Varianti
  • Curiosità
  • Il numero uno del paese
  • Guida agli antenati

300cognomi

175pagine

9capitoli sulla storia

PDFdownload immediato

Il volume in un colpo d’occhio

Cognomi
300: 200 tra i più diffusi e 100 poco conosciuti
Pagine
175, in PDF
Valli
dal Monte Bianco al Monte Rosa, dalla Valpelline alla valle del Lys, da Aosta a Courmayeur, da Cogne a Pont-Saint-Martin
Capitoli
nove, sui popoli e le storie dei cognomi: i Salassi e i Romani, Burgundi e Franchi, il Ducato e i castelli, la lingua delle valli, i Walser del Monte Rosa, villaggi e alpeggi, mestieri di montagna, figli di… e soprannomi, i valdostani nel mondo

Il volume

Cosa trovi dentro

  • Per ogni cognome l’origine, il significato e la lingua da cui viene, dal francoprovenzale delle valli al tedesco dei Walser
  • La mappa delle regioni d’Italia dove è diffuso oggi e una stima di quante famiglie lo portano
  • Il primato valdostano, quando c’è, cioè il posto nella classifica della Valle d’Aosta, o il paese dove è il numero uno o tra i primi
  • Le varianti e i cognomi vicini, cioè le altre forme e grafie dello stesso cognome
  • Una curiosità per cognome, da un paese a una parola del patois di una volta
  • Nove capitoli sui popoli e le storie che hanno fatto i cognomi valdostani, dai Salassi ai valdostani nel mondo
  • L’elenco dei comuni dove un cognome è il numero uno e due indici, per origine e alfabetico
  • Una guida per cominciare a cercare i tuoi antenati, un albero da compilare e una pergamena
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Una pagina del volume I cognomi della Valle d’Aosta, sfocataUna pagina del volume I cognomi della Valle d’Aosta, sfocataUna pagina del volume I cognomi della Valle d’Aosta, sfocata

Pagine sfocate: il testo completo è nel PDF.

I cognomi della Valle d’Aosta, popolo per popolo

Prima dei Romani la Valle era dei Salassi, un popolo di montagna che controllava i passi e le miniere d’oro della Dora. Nel 25 avanti Cristo i Romani li vinsero e fondarono Augusta Praetoria, l’odierna Aosta. Dentro i cognomi si nascondono ancora parole latine: clusa, la gola stretta, in Clusaz; glarea, la ghiaia, in Glarey. Poi vennero i Burgundi e i Franchi, con i loro nomi germanici: Berthod da Berthold, Girod da Gerhard, Vuillermoz da Wilhelm.

Dall’XI secolo la Valle fu dei Savoia, e nel 1191 il conte Tommaso I concesse ad Aosta la Carta delle franchigie. Nel 1561 il duca Emanuele Filiberto stabilì che gli atti ufficiali si scrivessero in francese, ma nelle case si parlava il patois: il notaio sentiva un nome e lo scriveva alla francese, con quella z finale che nessuno pronunciava, come in Marguerettaz, Curtaz e Luboz. Dal XIII secolo, poi, i Walser scesero dal Vallese svizzero e salirono a vivere nell’alta valle del Lys, sotto il Monte Rosa: a Gressoney e a Issime si parlano ancora i loro dialetti germanici.

Molti cognomi sono villaggi, come Bionaz, Barmasse e Pramotton, o mestieri di montagna: Favre, il fabbro, è tra i primi cognomi della regione. D’inverno molti partivano: dalla Valdigne e dalla val di Rhêmes uscivano gli spazzacamini, e tanti valdostani si stabilirono in Svizzera e a Parigi.

Il volume dedica un capitolo a ciascuno di questi nove popoli e storie, e per ognuno indica i cognomi del libro che ne portano il segno.

Come riconoscere un cognome valdostano

Alcuni segni si vedono subito. La z in fondo, che non si legge: Marguerettaz, Curtaz, Vuillermoz, Diemoz. Non è un suono, spiega Treccani: è un segno che notai e scrivani abituati al francese mettevano in fondo per dire che l’accento cade sulla penultima sillaba. Il nome del padre con una finale affettuosa: Jacquemod e Jacquin da Giacomo, Janin e Jeantet da Giovanni, Perrin e Perret da Pietro. E i soprannomi: Blanc per i capelli chiari, Joly per l’allegria, Betemps per il buon umore. Molti cognomi valdostani esistono solo qui: Treccani cita Cerise e Bionaz tra quelli che fuori dalla Valle praticamente non si trovano.

Paese per paese

In fondo al volume trovi l’elenco dei 12 comuni valdostani dove un cognome del libro è il più diffuso del paese: ad Ayas, per esempio, il numero uno è Favre, a Cogne Gerard. Seguono i cognomi divisi per origine, dal francoprovenzale al germanico, dal luogo al mestiere, e l’elenco alfabetico di tutti e 300.

Il tuo cognome è nel volume?

Scrivilo qui sotto: ti diciamo subito se c'è, e in quale volume.

FAQ

Il mio cognome è nel volume?

L’elenco completo dei 300 cognomi è in questa pagina. Se il tuo non c’è, scrivilo nei commenti ai video: i libretti nuovi nascono dai cognomi più richiesti.

Che differenza c’è con il volume del Nord Italia?

Il volume del Nord sceglie 300 cognomi fra otto regioni. Questo è dedicato solo alla Valle d’Aosta: nove capitoli sui popoli e le storie della regione e, quando c’è, il primato valdostano di ogni cognome. 7 cognomi sono in tutti e due: gli altri 293 li trovi soltanto qui.

Trovo i cognomi del mio paese?

In fondo al volume c’è l’elenco dei 12 comuni valdostani dove un cognome del libro è il più diffuso del paese. Poi i cognomi sono divisi per origine e c’è l’elenco alfabetico di tutti e 300.

Che differenza c’è fra il volume e il libretto di un cognome?

Nel volume ogni cognome ha una scheda di mezza pagina: origine, mappa, varianti e una curiosità. Il libretto è dedicato a un cognome solo e ne racconta in 12-19 pagine la storia, i paesi e la diffusione, con un albero e una pergamena intestati a quel cognome.

Il volume dice chi erano i miei antenati?

No. Un cognome racconta da dove viene una parola, e due famiglie con lo stesso cognome possono avere storie diversissime. In fondo al volume c’è una guida per cominciare a cercare i propri antenati negli archivi, gratis e da casa, con i consigli che valgono per la Valle d’Aosta, dove lo stato civile arrivò con Napoleone nel 1806 e quello italiano dei comuni comincia nel 1866.

Nel volume c’è lo stemma del mio cognome?

No, perché lo stemma di un cognome non esiste: uno stemma apparteneva a un ramo preciso di una famiglia, non a tutti quelli che ne portano il cognome. Quando una curiosità ne cita uno, la scheda dice di quale famiglia era.

E se gli studiosi non sono d’accordo sull’origine?

Te lo diciamo. Quando un’origine è certa è scritta come certa; quando non lo è, la scheda porta il bollino grigio «origine discussa» e ti dà le ipotesi.

Posso stamparlo?

Sì, per uso personale e familiare: puoi stamparlo per te e per i tuoi parenti.

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